Lyrics
Io vea dalle finestre spalancate Par quell'alto equadro di ostinati arbori Salieno dal giardin fresche folate D'herbe discorde e di risorti fiori S'acchietava il tumulto dei colori Sotto al velen delle gocciole implorate Che 'ntorno ai pioppi, ai frassini e agli amboni Beveano in corde le zolle assetate Esser pianta, esser foglia, esser stelo E nell'angoscia dell'ardor Pensavo così largo ristoro aver dal cielo Sul davanzale proteso Io gli arboscelli, i fiori e l'erbe guardavo E mi battea la pioggia sui capelli

